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STAR WARS: L’ASCESA DI SKYWALKER

DISCLAIMER: tutti i post di questo blog sono pareri personali, non recensioni. Recensire è uno sporco lavoro ed è difficile farlo. Bisogna rimanere oggettivi, bisogna conoscere a fondo la materia, bisogna studiare. Ed io non ho nessuna intenzione di rimanere oggettivo, io guardo film (o serie tv, ascolto musica, leggo libri) per provare emozioni, e mi piace condividerle queste emozioni. Quindi tutto ciò che leggete qua dentro è inserito nella categoria parere personale. 

Se mi dovessero chiedere cosa hai visto la prima volta al cinema risponderei L’impero colpisce ancora, al cinema Metropol, accompagnato da mio nonno.
Lo ricordo chiaramente perché fu un’esperienza traumatica: era buio, lo schermo era ENORME, il volume altissimo, ad inizio film ero terrorizzato, ma alla fine mi sono innamorato. Esperienza comune a tutti gli appassionati di cinema della mia generazione credo.
Guardare Star Wars è come tornare nella casa in cui sono cresciuto, dove una volta era tutta campagna, dove sento ancora l’eco di voci che si sovrappongono e il caldo che allora, per qualche strano motivo, era piacevole. E’ come aprire il baule polveroso dove ho conservato tutti i miei piccoli tesori, dalle figurine, compresa quella rarissima di Walter Zenga, al diario su cui scrivevo storie di cowboy e eroi spaziali (guardacaso). 
Ed è questo che è successo guardando l’episodio IX, l’ultimo della saga iniziata più di 40 anni fa: sono tornato a casa, e J.J. Abrams ha preso quel baule e lo ha svuotato, mostrandomi tutto ciò che avevo conservato, anche qualcosa che avevo dimenticato di avere. Star Wars è questo, emozione pura che si libera senza limiti nello spazio profondo.
Chi è più bravo di me si attorciglia in giudizi molto tecnici, su come la trama sia forzata, addirittura paragona la saga ad una soap opera, di come il fan service sia predominante rispetto alla narrazione, di come gli attori siano inadeguati ed un sacco di altre considerazioni pertinenti e probabilmente a fuoco. Considerando però che l’episodio IV (cronologicamente il primo) ci raccontava la storia di Luke che per caso incontra la sorella che per caso è leader della resistenza contro l’imperatore e che per caso entrambi sono figli del villain, non mi pare che nessuno neghi la caratteristica di soap opera dell’opera. Sarebbe però giusto chiedersi come mai essere soap è una cosa negativa. Aggiungo anche che basta guardare Adam Driver per sorridere pensando a chi dice che gli attori sono inadeguati. Il fan service? C’è, senza ombra di dubbio. Ed è il motivo per cui qualche lacrimuccia è scesa guardando il film. Se mi siedo a vedere Star Wars, io voglio vedere gli Ewoks, anche se non c’entrano un cazzo. Insomma, tutto questo per dire che alle volte la voglia di stare sul pezzo, di essere i primi a scrivere sul film in uscita, di essere dissacranti, controcorrente, di essere quelli che non si fanno condizionare dalle mode, fa prendere degli abbagli clamorosi. E si finisce per essere rabbiosi, non dissacranti. 
Rilassatevi, sedetevi sulla poltrona del cinema e unitevi alla resistenza senza pensare ad altro.


 

 

 

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