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DRACULA

Se affidi il compito di riscrivere un classico come Dracula a gente come Moffat e Gatiss non ti puoi aspettare il compitino, non ti puoi aspettare una mera trasposizione di un classico. La riscrittura, la reinterpretazione di icone è una cifra stilistica imprescindibile di questi due autori che già con Sherlock, con Dr. Who, con Jekyll hanno dimostrato di essere abilissimi nel ribaltare personaggi e significati, rendendoli sorprendentemente attuali.
Dracula non fa eccezione, anzi paradossalmente estremizza queste caratteristiche restituendo un prodotto inaspettato, con moltissimi livelli di lettura e probabilmente non riuscitissimo proprio per questa esigenza autoriale di riempire fino all’orlo ogni spazio narrativo disponibile.
Il viaggio che Dracula compie dal suo (bellissimo) maniero all’Inghilterra di oggi è lo stesso che gli autori compiono nel prendere le premesse dell’opera di Stoker e ribaltarle dando un’interpretazione moderna e bellissima che il monologo finale esplicita rendendo tutta l’opera molto emozionante.
Le prime due puntate hanno un’ambientazione suggestiva, dove il nero e il rosso la fanno da padrone, dove è la nebbia la vera protagonista.
I personaggi sono caratterizzati benissimo: Dracula, interpretato magnificamente da Claes Bang, è ironico, divertente, spietato, a tratti filosofo, un’interpretazione che strizza l’occhio ai grandi del cinema passato, Christopher Lee e Bela Lugosi; la sua controparte, suor Agatha Van Helsing, è la sua perfetta controparte, con la sua ricerca della fede persa ormai da tempo, e i dialoghi tra i due sono brillanti e pieni di sottintesi, in perfetto stile british. Bellissima anche l’atmosfera gotica che richiama un certo cinema del passato, penso ai Dracula della Hammer, con quegli effetti speciali fatti così male da essere irresistibili, atmosfera che però si perde nel terzo episodio. Vengono comunque citati tutti i grandi film del passato, Coppola compreso, il che dà un gusto in più nella messa in scena.
Il problema vero di questa miniserie è la terza puntata, quando (SPOILER!!) Dracula arriva ai giorni nostri, quindi quando la storia deve essere attualizzata. L’intenzione è altissima, il sangue è vita, ogni personaggio segue il percorso narrativo avendo ben presente il suo rapporto con la vita (e quindi con la morte), ma è tutto molto confuso. I nuovi personaggi (Lucy in primis) sono introdotti in maniera frettolosa e quasi macchinosa, così come alcune scelte narrative sembrano essere state fatte per arrivare a rendere plausibile il finale, ma molte cose sono davvero forzate. Lungi da me voler criticare gente come Moffat e Galiss che sono dei geni, ma l’impressione è che con qualche tempo morto in meno e qualche minuto in più per caratterizzare meglio alcuni personaggi e qualche situazione, ci troveremmo davanti ad un capolavoro.

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