DI MIRC, NEWSGROUP ED ALTRE AMENITA’

Non avrei mai pensato di diventare nostalgico.
Sicuramente è un sintomo del tempo che passa, ma ricordo benissimo il fastidio che provavo quando, da adolescente, i miei genitori parlavano degli anni ’60 e di come era meglio allora quando ci si eccitava per una caviglia femminile in bella vista. Cosa su cui ancora oggi ho seri dubbi, rafforzati peraltro da film che testimoniano una realtà diversa.
Ma non è questo il punto, caviglia o no il punto è che ci sono momenti in cui mi manca molto il passato.
Non ho la presunzione di dire che una volta si stava meglio (di questo mi convincerò verso i sessant’anni), ma era diverso e il presente sempre più spesso fatico a capirlo.
Mi manca ad esempio il 1995.
E’ stato in quell’anno che, a 20 anni, ho fatto il mio ingresso ufficiale in rete acquistando il mio primo pc: Windows 95 (ovviamente) ed Encarta.
Encarta, ragazzi. Un’intera enciclopedia su CDROM. Con contenuti multimediali! Cercavi Maradona e potevi vedere il gol di mano contro l’Inghilterra. La mano di Dio. Che tempi!
Mi rendo conto che sta cosa suona tra il ridicolo e il patetico, ma vi garantisco che chiunque abbia acquistato un pc in quel periodo si sia intrippato moltissimo con Weezer. Di che parlo? Di questo video incluso nel sistema operativo.

La sensazione era quella di avere tutta la conoscenza del mondo a portata di mano. Ed era ancora nulla.
Qualche settimana dopo entrò in casa un modem 14.400.
Inizialmente fu MIRC.
Adesso potevo parlare con persone all’altro capo del mondo, adesso le distanze erano annullate. Ero entrato ufficialmente nel futuro.
Il giorno dopo il mio futuro si arrestò per qualche settimana (forse mese), perchè entrai nello smercio di foto porno. Sempre su Mirc.
La faccenda funzionava così: entravi nel canale dove si smerciava la ‘roba’ e contattavi i vari utenti proponendo lo scambio 1 a 1. Io ti mando una foto tu mi mandi una foto. Il problema mio era che di foto non ne avevo. Ma il bisogno aguzza l’ingegno, così fingendomi donna ingenua&incuriosita, ho fatto la mia prima esperienza di social hacking costruendo un impero in poche settimane.

Il periodo bello però iniziò con la scoperta dei newgroup e forum.
Ero un assiduo frequentatore di it.arti.cinema, free.it.cinema e frequentatore sporadico di gruppi dove si annidavano troll vecchio stile, che nulla hanno a che vedere con i troll odierni (e qui non c’entra il discorso nostalgia, è un dato di fatto).
Ho il rimpianto di essere stato perlopiù un lurker e aver partecipato poco, invidiando molto la community di amici che si formò in quel periodo tra gli utenti più attivi. Ma ho scoperto veramente delle cose bellissime. In quel periodo nacque la mia passione per il cinema orientale, grazie ad un utente di free.it.cinema, l’Ssimo, che teneva una rubrica settimanale: venti d’oriente.
Oggi in rete mi sento molto vecchio. E magari è perchè sto cazzo di facebook ha monopolizzato la permanenza online facendo perdere di valore ad altri modi di stare in rete (blog in primis) o magari perchè oggi internet è alla portata di tutti e tutti sono online e tutti hanno il bisogno di dire qualcosa, qualunque cosa, e il chiasso copre ogni altra cosa. E’ un discorso classista di cui mi vergogno, ma temo che non sia così lontano dalla realtà.
Ma rimpiangere è inutile, il tempo passa a prescindere e le cose cambiano per forza. Alle volte in meglio, altre in peggio, spesso in maniera imprevedibile ed incomprensibile (per me). Quello che posso fare è concedermi ogni tanto un tuffo nei ricordi e poi tornare al 2017. Che tra una ventina d’anni qualcuno rimpiangerà.

OSCAR 2017: TUTTI CONTRO TRUMP

Per rendere memorabile questa edizione del 2017 degli Oscar c’è voluto uno psicodramma consumatosi proprio in dirittura d’arrivo.
Al povero Warren Beatty che avrebbe dovuto dare il premio più importante (il miglior film) è stata consegnata la busta della migliore attrice (Emma Stone, Lalaland); nè lui nè la sua partner Faye Dunaway si sono accorti dell’errore ed hanno annunciato la statuetta per Lalaland, salvo poi correggersi e darla al legittimo vincitore Moonlight.
Per il resto una noia mortale, condita con qualche pizzico di irritazione.
Perchè diciamoci la verità, tutta questa impronta anti Trump è stucchevole. Lungi da me pensare che il neo presidente non sia un personaggio quantomeno bizzarro e probabilmente pericoloso (se va bene), ma resta comunque il presidente eletto della nazione famosa per esportare la democrazia in giro per il mondo, e Trump era Trump anche prima delle elezioni. Insomma, lo avete eletto, democrazia vuole che ve lo teniate senza tante storie.
E come se non bastassero le battute, la retorica del nessun muro può dividerci stride in maniera tristissima con il momento più emblematico della serata:

 

 

Mancava solo che lanciassero le noccioline ai poveri avventori (e non importa se la cosa fosse preparata o no). E forse qua si capisce perchè poi vince Trump.

Ma non sono io la persona adatta a fare un’analisi socio politica, e qua si parla di Oscar.

Il vincitore della serata è La la land, ma non ha stravinto come ci si aspettava alla vigilia.

Il regista Damien Chazelle vince la statuetta con un film tutto estetica e niente sostanza, tutto l’opposto di quanto predicava nel suo precedente e bellissimo Whiplash. Ciò nonostante è un talento puro, e se con questa vittoria riuscirà ad essere più libero da condizionamenti e si concentrerà sulle storie anzichè sulle lalalandate, probabilmente ci regalerà molte soddisfazioni, considerando anche la giovane età (è il regista più giovane ad aver vinto una statuetta).
Vince Emma Stone, che conferma che basta fare le faccine per poter essere considerata brava (Natalie Portman e Isabelle Huppert avrebbero meritato più di lei, per esempio).
Non vince Ryan Gosling che conferma che non basta avere lo sguardo da pesce appena pescato per poter essere considerato bravo. Ma si rifarà. La statuetta come miglior attore la vince Casey Affleck, fratellino del più noto Ben, che la statuetta se la merita tutta per la splendida interpretazione nel bellissimo Manchester By The Sea. E Denzel non pare averla presa bene.

Viola Davis confeziona il delitto perfetto portandosi a casa la statuetta come miglior attrice non protagonista, meritata anche questa, e Mahershala Ali è il primo attore musulmano a vincere un oscar, premio più che mai meritato essendo Moonlight un film bellissimo e lui bravissimo.

Niente da fare per Fuocoammare, unico film italiano in gara nella categoria documentari: rispettati i pronostici, vince OJ Made in America, ed onestamente non possiamo dire nulla a riguardo: statuetta meritata.
Alla fine è tutto qui.
Una serata noiosa, con pochissimi momenti memorabili e nessun discorso che passerà alla storia.
L’esibizione di John Legend è stata l’unico guizzo di pura bellezza.

 

Di seguito la lista completa dei vincitori

 

Miglior film

Miglior regia

Miglior attore protagonista

Miglior attrice protagonista

Miglior attore non protagonista

Miglior attrice non protagonista

Migliore sceneggiatura originale

Migliore sceneggiatura non originale

Miglior film straniero

Miglior film d’animazione

Miglior fotografia

Miglior scenografia

Miglior montaggio

Miglior colonna sonora

Miglior canzone

Migliori effetti speciali

Miglior sonoro

Miglior montaggio sonoro

Migliori costumi

Miglior trucco e acconciatura

Miglior documentario

Miglior cortometraggio documentario

Miglior cortometraggio

Miglior cortometraggio d’animazione