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Tutti i soldi del mondo

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Se negli USA hanno avuto il coraggio di tagliare la parte di Kevin Spacey e farla rigirare a Christopher Plummer, per le note vicende di abusi in cui è coinvolto il protagonista (ex protagonista) di House Of Card, in Italia avremmo dovuto come minimo vietare la proiezione doppiata di questo film. Trovo sia scandaloso portare in sala un film doppiato in maniera così penosa.
Il film in sé ha anche alcuni spunti interessanti, mal gestiti da una certa mancanza di ritmo e da una poca coesione narrativa. Il vero protagonista del film è lui, John Paul Getty, del suo rapporto con i soldi, padrone di un impero economico senza pari, convinto che ogni cosa si misuri con il possedere, tutti temi che in teoria sarebbero dovuti essere sviluppati a partire dal rapimento del nipote, pretesto per approfondire la psicologia del magnate.
Il problema è che non esiste una vera e propria drammaturgia, non è una parabola, è una linea retta che non mette mai tensione, ma che alle volte annoia.
Molto in parte, stranamente, viste le vicende succitate, Christopher Plummer  e splendida come sempre Michelle Williams, che non sbaglia un colpo. Sono lontani i tempi di Dawson’s Creek. Tutto il resto forse è meglio dimenticarlo.

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