Tutti i soldi del mondo

(2 / 5)

Se negli USA hanno avuto il coraggio di tagliare la parte di Kevin Spacey e farla rigirare a Christopher Plummer, per le note vicende di abusi in cui è coinvolto il protagonista (ex protagonista) di House Of Card, in Italia avremmo dovuto come minimo vietare la proiezione doppiata di questo film. Trovo sia scandaloso portare in sala un film doppiato in maniera così penosa.
Il film in sé ha anche alcuni spunti interessanti, mal gestiti da una certa mancanza di ritmo e da una poca coesione narrativa. Il vero protagonista del film è lui, John Paul Getty, del suo rapporto con i soldi, padrone di un impero economico senza pari, convinto che ogni cosa si misuri con il possedere, tutti temi che in teoria sarebbero dovuti essere sviluppati a partire dal rapimento del nipote, pretesto per approfondire la psicologia del magnate.
Il problema è che non esiste una vera e propria drammaturgia, non è una parabola, è una linea retta che non mette mai tensione, ma che alle volte annoia.
Molto in parte, stranamente, viste le vicende succitate, Christopher Plummer  e splendida come sempre Michelle Williams, che non sbaglia un colpo. Sono lontani i tempi di Dawson’s Creek. Tutto il resto forse è meglio dimenticarlo.

Jumanji: benvenuti nella giungla

(3 / 5)

 

Ad uso e consumo dei puristi e dei nostalgici, mettiamo bene in chiaro una cosa prima di iniziare: Jumanji – Benvenuti nella Giungla non è un remake, non è un sequel, non è un reboot, e proprio un film diverso da quell’altro a cui siete tanto affezionati. Quindi niente piagnistei su quanto erano belli i bei tempi e quanto schifo faccia oggi il mondo.
Ed è un film che fa egregiamente bene il suo lavoro: intrattiene.
Quattro giovani disadattati si trovano catapultati all’interno di un videogame nei panni dei loro avatar digitali, ognuno dei quali agli antipodi rispetto alla realtà: e quindi il nerd diventa l’eroico e pompato Dwayne The Rock Johnson, il muscoloso giocatore di football si ritrova nei panni del portatore di zaino Kevin Hart, la bruttina sfigata diventa invece la tostissima e bonissima Karen Gillan ed infine la bella selfiedipendente nel gioco deve interpretare il ruolo del vecchietto di mezza età Jack Black.
Tutto si svolge in maniera classica, che più classica non si può: l’avventura va avanti alternando azione e humor in maniera quasi scientifica e la riuscita del film è tutta sulle spalle dei protagonisti il cui carisma riesce a tenere in piedi la baracca.
Dwayne Johnson è il mattatore assoluto e probabilmente è più bravo di quanto lui stesso non sappia, la linea puramente comica vede giganteggiare Jack Black che diverte molto più di quanto non faccia Kevin Hart, o meglio di quanto non facciano le sue continue smorfie. Karen Gillian porta a casa il risultato sfoggiando le sue virtù, ma niente di più. Menzione d’onore per il cameo di Colin Hanks, altro attore che meriterebbe più visibilità.
Il film funziona bene, ci si diverte e si esce dalla sala soddisfatti. Se si fosse osato un po’ di più sarebbe diventato un classico, come oggi lo sono film come I Goonies o Indiana Jones, peccato.